sabato 30 aprile 2011

Madre

Negli occhi velati di dolore
dell'anima scorgo il suo colore
sul volto segnato dalla passione
si leggon le note della tua canzone

Nessuno capisce la tua sofferenza
non c'è religione, nè patto nè scienza
in mente ritornano immagini andate
sul muro proietti promesse scordate

La fronte perlata di gocce di vita
ti indicheran presto la via d'uscita
di luce e di rugiada ti riempirai
di nuovo madre ritornerai

E' questo il momento ed io lo sento
del grande tormento, del cambimanto
il dolore si infittisce e poi sparisce
il pensiero risplende e rifluisce

Precari da una vita....

Il 1° Maggio è la festa del lavoro, di quel lavoro che è il sale delle repubbliche democratiche, che rende partecipe ogni persona dello sviluppo della comunità in cui vive. Il lavoro dovrebbe essere la priorità di ogni governo che sia davvero espressione della comunità e non di lobby di psicopatici assetati di denaro e di potere.
L'economia di mercato contempla la massimizzazione del benessere di ogni individuo poggiando sulla spontaneità delle forze in gioco che spinte dall'interesse individuale per mezzo di scambi riescono a massimizzare anche il benessere della collettività.
Ma il mercato non riesce ad apprezzare anche la dignità dell'individuo, la fermezza morale, l'amore per le cose che ci circondano, la cura degli interessi delle persone che si fidano di noi, chi si rivolge al mercato barattando questa "merce" è responsabile della precarietà di tutti i rapporti, di cui quelli lavorativi sono solo un esempio. Precario è l'ambiente in cui ci muoviamo, precari sono gli affetti che ci circondano, precaria è l'aria che respiriamo, precari sono i nostri deboli pensieri.
Precaria è la vita che ci siamo creati barattando "quella merce" in cambio di effimeri piaceri e disumane aspirazioni.
Nel giorno della beatificazione di papa Giovanni Paolo II mi torna in mente il volto sorridente di Vittorio Arrigoni che ci ha lasciati con il sorriso beffardo di chi, all'apice della sua forza morale e del suo senso civico, ci ha lasciati sapendo di essersi guadagnato l'immortalità nella memoria degli uomini con gli occhi aperti.

Miliardi di sudditi

Miliardi di occhi incollati su miliardi di schermi che trasmettono in diretta l'ennesimo reality. Miliardi di vite che osservano estasiate un altro evento di cronaca, questa volta rosa: il matrimonio del principe William con la sua amata Kate.
E' questo il momento in cui l'ossessione di esserci raggiunge livelli sublimi; è questo il momento in cui bisognerebbe invece scappare dalla monotonia di miliardi di occhi confusi e mescolati che puntano due omini tristi ed impauriti dal loro stesso potere.
Un altro reality, altre vite da spiare, altro tempo sprecato e sottratto alla valorizzazione della propria esistenza, un altro modo per distrarsi nell'inutile.
Miliardi di sudditi felici di soffrire, di sacrificare la propria vita per rendere indimenticabile un giorno al loro re e alla loro regina, a due omini impauriti e insicuri come i miliardi di occhi che li osservano strabuzzati.
Un altro giorno di ordinaria distrazione dai problemi reali, di quel demoniaco meccanismo che crea l'inutile per coprire il reale...il reale che beffardamente non indica la beatitutide del sovrano.