domenica 1 maggio 2011

Lavoro e Famiglia

Il rumore dell'auto di papà era inconfondibile, riuscivo a distinguerlo da quello di altre mille auto, anche dello stesso modello. Io e mia sorella facevamo a gara a chi arrivava per primo fuori al balcone per salutarlo e lui, il nostro eroe, dispensava sorrisi anche quando era stremato dopo un'altra dura giornata di lavoro.
Con delicatezza chiudeva l'auto comprata a rate, tornando indietro anche più di una volta a controllare che tutto era ok, ed una volta sicuro, si dirigeva verso il portone di casa. Il passo irregolare di papà nascondeva tutta la fatica ed il sacrificio necessari per regalarci un altro sogno, tutta la generosità dell'uomo che decise di dedicarsi interamente a noi.
Il portone che aveva pitturato da poco sembrava riconoscerlo e, sarà stata l'impressione, emetteva un cigolio diverso dal solito. Dietro il portone le scale, rovinate dai continui lavori per rendere confortevole la nostra dimora; quelle scale che papà cominciava a salire sempre più lentamente, non solo perché assorto da mille pensieri. Giunto a casa esordiva con saluti ogni volta originali, e concludeva l'ingresso con domande sempre interessate, senza che trasparissero i mille problemi di chi lavora e suda per il futuro della sua famiglia.
Papà era molto premuroso e piegava i panni sporchi nello sgabuzzino, in mezzo agli attrezzi da lavoro, cercando sempre di non sprecare spazio, allo stesso modo di come cercava sempre di risparmiare per donarci ancora un altro sogno.
Nel bagno mirava il volto consumato dal sole e rigato dalla fatica ed i suoi occhi andavano oltre, immaginando il nostro destino come migliore del suo, pregando il Signore che le nostre vite non fossero messe a dura prova come la sua. Tornato in sé si sciacquava velocemente il volto e le mani ed era già a tavola ansioso di sapere come avessimo passato la giornata, di quali nuovi esperienze ci avessero visto come protagonisti o di quali ostacoli ci fossimo trovati ad affrontare, sempre disponibile a dar consigli sempre più illuminanti.
Il mio papà adesso è in pensione, ma il suo sacrificio è ancor più grande adesso che ci vede lontani e grandi per colpa di un tempo che ci vuole sempre più distanti dagli affetti più cari. E' preoccupato e stanco, forse immaginava una vita più tranquilla il giorno prima della pensione o forse desiderava continuare nel suo sacrificio.

Nessun commento:

Posta un commento