sabato 7 maggio 2011

Uniti nel populismo


La morte delle ideologie ha portato all'affermazione di forze populiste che hanno sfruttato uno o più elementi di malcontento della popolazione per acquisire consensi, senza un programma politico chiaro e senza degli ideali definiti.
In epoche di diffusione ideologica, di pluripartitismo e multipolarismo le forze in gioco agivano, a volte anche violentemente ma sempre spinti da logiche prettamente ideoligiche, al fine di pervenire a soluzioni condivise, dopo lunghe opere di compromesso. Certo, era più facile che si verificassero crisi di governo ma era più difficile che prendessero piede gli interessi personali o comunque lobbistici in maniera così rapida, chiara e sotto gli occhi di tutti.
Oggi con la morte delle ideoligie, la diffusione di logiche bipolari e la pervasione di populismo a tutti i livelli si assiste a dibattiti privi di idee, ma gonfi di tornaconti personali, ad assenza di una chiara azione di opposizione tra le forze principali in gioco, se non a fini comunicativi, ad una gara a chi specula maggiormente sui problemi dei cittadini, secondo logiche populitiche di ricerca di consensi, e ad uno svuotamento di poteri e di valori dell'organo deputato a prendere delle decisioni per il bene comune dei cittadini: il Parlamento.
Il risultato è che con una frequenza maggiore che in passato, il Governo riesce a far passare indirizzi politici discutibili, senza che gli stessi siano frutto di un serio, tenace, accalorato e laborioso processo di elaborazione parlamentare, al fine di addivenire a decisioni robuste e rispondenti davvero alle esigenze di tutti i cittadini o comunque dei gruppi esponenziali degli stessi.

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