venerdì 3 giugno 2011

Il bisogno di evasione degli italiani: Economia sommersa al 13,50% del PIL


Ogni volta che pubblicano qualche studio sull'economia sommersa e sull'evasione fiscale, mi convinco sempre di più che non è la politica che mal ci rappresenta ma è ciascuno di noi, nel suo piccolo, a contribuire al degrado morale e sociale del paese.
Siamo astuti critici e attenti moralisti quando dobbiamo giudicare l'ambiente esterno al nostro giardinetto. Non appena qualcuno osa avanzare qualche sospetto sulla nostra condotta, ecco subito sollevare il muro degli alibi.
La crisi nel nostro paese va ben oltre il pil ed il debito pubblico e tocca il sistema delle relazioni sociali, del senso "del bene pubblico", della responsabilità e del rispetto verso i consociati. E' una crisi culturale che non si risolve con il taglio della spesa pubblica ma con un cambiamento culturale epocale, difficile se non impossibile da attuare in un ambiente in cui si diffondono più facilmente condotte opportunistiche e strategiche che avvantaggiano il benessere individuale ma provocano un enorme danno a quello sociale.
Da un punto di vista economico, potremmo dire che non è facendo l'utile che garantiamo l'esistenza di una "impresa" nel tempo. Occorre che il plusvalore creato non sia stato ottenuto a scapito degli altri fattori, ovvero che l'utile non sia stato ottenuto con una condotta antieconomica. Può sembrare blasfemo ricorrere al principio di economicità per descrivere fenomeni sociologici, ma le scienze sociali sono così interconnesse che è solo la didattica a costringerle in rigidi ambiti di autonomia.


Se vogliamo che la società civile perpetui la propria esistenza è necessario che il benessere di ciascuno di noi sia ottenuto nel rispetto del principio della legalità, della solidarietà sociale e dell'economicità. Tutti i comportamenti contrari si rivolteranno contro nel medio-lungo periodo sottoforma di degrado sociale e morale e di precarietà delle relazioni.
Sarebbe ora di smetterla con il classico alibi "non sarà certo la mia condotta a condizionare il paese, e poi gli altri rubano alla grande ed io dovrei dichiarare il misero affitto che percepisco su una casa su cui pago il mutuo...etc...". Tante piccole gocce fanno un oceano...

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1 commento:

  1. Penso che il primo passo sarebbe quello si spendere il ricavato delle tasse senza sprechi e arricchimenti illeciti, senza episodi di corruzione ecc.
    Solo allora gli italiani, non sentendosi più derubati, avranno il cambiamento epocale che, credo inizi ad entrare nella mente di chi pensa al futuro,non certo con i comportamenti vessatori che spesso subiscono.

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