sabato 18 giugno 2011

Il giallo sulla morte di Wilma Montesi: un caso da archiviare in fretta

In questo post voglio riportare alla memoria il giallo sulla morte di Wilma Montesi, ritrovata misteriosamente morta l'11 aprile del 1953 sulla spiaggia di Torvaianica.
Le ipotesi che presero subito piede furono il suicidio e un malore mentre si bagnava i piedi in mare, ma ben presto emerse una realtà molto più torbida e scandalosa, che coinvolgeva il mondo della politica, della droga e della prostituzione. Secondo alcune testimonianze, in particolare di Adriana Bisaccia e successivamente Maria Augusta Moneta Caglio Bessier d’Istria, la ragazza sarebbe morta in seguito ad un cocktail fatale di alcool e droga durante i festini dei Capocottari, tra i quali Piero Piccioni (fidanzato con Aida Valli e figlio del politico democristiano Attilio Piccioni)ed il marchese Ugo Montagna, proprietario della tenuta di Capocotta.

A proposito di Capocotta tornano a mente le parole di Rino Gaetano durante un concerto, riguardo alla sua canzone Nun Te Reggae più:"C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio. Io non li temo. Non ci riusciranno. Sento che in futuro le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. E che grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Apriranno gli occhi e si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta". Si riferiva evidentemente al caso Montesi ed ai festini di sesso, droga ed alcool che coinvolgeva il mondo politico. Tutti sappiamo la fine misteriosa fatta dal cantante di origine calabrese, colpevole forse di non essersi mai voluto piegare al "sistema" e di averlo denunciato a più riprese nelle sue canzoni, anche attraverso messaggi criptici, interpetabili solo dagli "addetti ai lavori".

La migliore ricostruzione del "Caso Wilma Montesi" resta quella di Carlo Lucarelli nel mitico programma "Blu Notte", che vi allego in sequenza:











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